Nonostante l’istruzione e l’avanzato uso della tecnologia contraddistinguano gli islandesi, sembra che oltre la metà della popolazione creda all’esistenza di spiriti, o per lo meno non la rifiuti. Le loro sembianze e natura sono differenti e variano da zombi maligni, che vagano nel tentativo di catturare altre anime, a benevoli spiriti di montagna, alti diversi metri. I più noti, però, sono i trolls, sui quali sono tramandate leggende in ogni angolo del paese, e soprattutto gli huldufölk, il popolo invisibile.

Informata della prossima visita del Signore, Eva, la madre di tutti gli uomini, si preoccupò di sistemare casa e famiglia per l’importantissimo evento. Purtroppo il tempo a disposizione fu poco e la donna non riuscì a preparare i figli come avrebbe voluto, decidendo di nascondere quelli a suo giudizio impresentabili. Scoperto l’inganno e adirato per l’accaduto, Dio concesse ai bambini il dono di rimanere invisibili.

Fra tutti gli spiriti, gli huldufölk sono i più simili all’uomo, anche se più belli, talentuosi e affascinanti. Interagiscono con gli umani solo quando e dove vogliono, e sono generalmente benevoli, anche se si infuriano terribilmente quando si sentono minacciati.

Si racconta che la costruzione del tunnel delle balene sotto il Hvalfjörður, tra Reykjavík e Akranes, fu notevolmente rallentata per il continuo e inspiegabile ripetersi di incidenti. I responsabili, ormai disperati, convocarono una donna del luogo, conosciuta come medium con gli huldufölk, che chiese e ottenne la sospensione temporanea dei lavori in modo da consentire agli esseri invisibili di traslocare. Trascorso il tempo richiesto, i lavori ripresero senza ulteriori intoppi.

Gli huldufölk possono essere molto socievoli, cercare la compagnia degli umani e anche apparire nei momenti di bisogno. Tryggi Emilsson, per esempio, stava precipitando dalla cima di una scogliera quando fu salvato da una huldufölk e non dimenticò mai la bellezza ammaliante della ragazza. Altre volte, invece, sono loro ad aver bisogno dell’uomo, come quando un huldufölk chiese ad una donna di assistere la propria consorte partoriente. È molto raro che umani e huldufölk si accoppino tra di loro, ma i pochi fortunati assicurano trattarsi di un’esperienza meravigliosa.

Tratto dalla guida Polaris ISLANDA di Massimo Cufino

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