La grande catena montuosa dell’Alto Atlante, barriera di foreste e di nevi perenni, divide il Marocco in due mondi: il Nord delle grandi città storiche, centri raffinati di cultura, capitali di un impero a volte enorme, e il Sud, mondo di pastori, di villaggi, di fortezze di terra, di oasi e di deserto. Medine brulicanti di vita e spazi infiniti e disabitati, profumi penetranti di spezie ed essenze e odori appena percepibili di vento e sabbia.

Il Sud immerge il visitatore immediatamente fra Berberi in djellaba e donne velate, nelle valli silenziose dell’Anti Atlante, nelle oasi sperdute, nei grandi spazi del Sahara occidentale. Lo invita in itinerari inediti alla scoperta di architetture insolite, alla visita di testimonianze antichissime di un passato misterioso; gli racconta leggende e gli fa gustare i semplici piatti della cucina popolare.

Il Sud suggerisce un viaggio in regioni custodi di tradizioni vere, dall’ospitalità sincera, un mondo da scoprire oltre le “Colonne d’Ercole” dell’Alto Atlante. Bordo settentrionale del Sahara, il Sud del Marocco è stato l’approdo naturale delle carovane che attraversavano il grande deserto. I suoi centri abitati, attorno alle oasi, avevano come interlocutori sia i paesi meridionali da dove provenivano merci preziose, sia le città capitali dell’impero verso le quali le mercanzie venivano inviate e vendute. Per tutta la durata di una carovana, si componevano gli interessi contrapposti dei nomadi predoni, che ne diventavano le guardie armate, e dei mercanti, stanziati nelle città, che scrutavano l’arrivo della colonna di cammelli.

Tratto dalla guida Polaris MAROCCO di Alessandra Bravin

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