ISRAELE - La Terra della Promessa

La Terra della Promessa
Ebraismo, cristianesimo e islamismo. Tre religioni in un fazzoletto di terra con risorse naturali limitate ma con un grande patrimonio umano e spirituale da scoprire attraverso luoghi, pietre e incontri. Dalla Galilea alla Giudea e da Gerusalemme alle rive del Mar Morto, in un caleidoscopio di tradizioni è possibile scoprire Israele come Terra della Promessa fatta a ciascun visitatore: la promessa di scoprire la bellezza e la varietà di questa parte del Mediterraneo, la promessa dell’incontro con altre religioni e culture che arricchiscono e trasformano l’anima umana, la promessa di una conoscenza e di un viaggio con un arcobaleno di tradizioni culturali e spirituali, ma anche di contraddizioni che non lasciano nessun visitatore come prima dell’arrivo. L’itinerario prevede la visita delle principali regioni di Israele e dei Territori Palestinesi.

9 giorni data da definire 2018
gruppo da 8 a 16 partecipanti da
 ?? € (in via di definizione) a persona + volo 

in compagnia di Tiziano Zoli, autore delle guide GerusalemmeIsraele

GIORNO 1 – ARRIVO IN ISRAELE
Partenza individuale per Tel Aviv. Al suo aeroporto ha inizio il nostro tour, con prima tappa Nazaret. Durante il tragitto, se il tempo lo consente, prevediamo una rapida visita panoramica della città di Haifa e una sosta pressi i giardini pensili del Monte Carmelo.

notte: Nazaret – in Kibbutz

GIORNO 2 – LA GALILEA COME TEATRO DELLA VITA DI GESÙ
La Galilea è la regione più settentrionale di Israele. In posizione strategica, possiede una storia caratterizzata da invasioni straniere e scambi commerciali, ma soprattutto fece da sfondo alla vita pubblica di Gesù. Non si può, dunque, che iniziare da Nazaret, tra l’altro la più grande città araba nello stato israeliano. L’attuale Basilica dell’Annunciazione conserva al suo interno la grotta nella quale visse la Madonna e dove avvenne l’Annunciazione. Lo stesso evento, invece, secondo la tradizione greco-ortodossa si svolse presso la vicina Fontana della Vergine. Attraversiamo il suq arabo e incontriamo la chiesa che indica il luogo in cui sorgeva l’antica Sinagoga, frequentata da Gesù adolescente e dove fu rifiutato dai suoi concittadini. Chi non ricorda il miracolo della trasformazione dell’acqua in vino durante una festa di nozze? Ebbene, a pochi chilometri da Nazaret la città di Cana è meta di pellegrini per il suo Santuario, che ricorda proprio il primo miracolo di Gesù; molte coppie di sposi vi giungono per rinnovare le promesse fatte il giorno del loro matrimonio. Isolato dal resto del paesaggio, il Monte Tabor è sede del Santuario della Trasfigurazione, la cui facciata richiama le tre tende che l’apostolo Pietro voleva costruire per far riposare Mosè, Elia e Gesù Trasfigurato. Rientriamo a Nazaret per la notte.

notte: Nazaret – in Kibbutz

GIORNO 3 – LA GALILEA COME CROCEVIA DI POPOLAZIONI
Ci spingiamo nella zona più settentrionale della Galilea e, quindi, di Israele. Sulle sponde del Lago Tiberiade raggiungiamo Cafarnao, senza ombra di dubbio uno dei luoghi simbolo non solo per i racconti evangelici che vi sono ambientati, ma anche perché costituisce una delle tappe fondamentali per l’archeologia della Terra Santa. Dagli scavi, infatti, emerge il ritratto di una città molto importante nei primi secoli dopo Cristo, un luogo strategico lungo la strada che collegava Damasco alla Galilea e di qui al Mediterraneo. Lasciamo il lago e ci dirigiamo verso le alture del Golan, note anche perché rappresentano uno dei punti di discussione del conflitto medio-orientale. Alle pendici del monte Hebron incontriamo Banias, meglio conosciuta con il nome di Cesarea di Filippo; la sua riserva naturale raccoglie una cascata di 33 m di altezza.

notte: Nazaret – in Kibbutz

GIORNO 4 – LA SAMARIA E GERUSALEMME EST
Verifichiamo le condizioni di sicurezza prima di decidere se raggiungere la Giudea attraversando la Samaria, amministrativamente appartenente ai Territori Palestinesi. Vicino alla città più importante, Nablus, il monte Garizim è considerato non solo il luogo da cui Dio avrebbe preso la terra per creare Adamo, ma anche quello sul quale Abramo avrebbe dovuto sacrificare Isacco. Attraversiamo un tratto del deserto di Giuda ammirandolo da Wadi el-Qelt, dove ben si apprezzano i colori rossastri delle pareti scoscese. Più avanti sostiamo al Monte degli Ulivi, da cui abbiamo una prima veduta di Gerusalemme. Ma il monte ha ben altra importanza, in quanto è il luogo dell’Ascensione di Gesù, ricordata da una piccola chiesetta poi trasformata in moschea. Due luoghi simbolo del Monte Sion sono, invece, il Cenacolo, in cui i vangeli ambientano l’Ultima Cena di Gesù con gli apostoli, e l’Abbazia della Dormizione di Maria, che commemora l’ascesa al cielo di Maria al termine della sua vita terrena. Scendendo lungo il pendio del monte, ci fermiamo presso il complesso del Gallicantus, dove i cristiani fanno memoria del rinnegamento di Pietro; si suppone che la chiesa sorga vicino al luogo dove c’era la casa del sommo sacerdote Caifa. Finalmente raggiungiamo Betlemme per trascorrere la notte.

notte: Betlemme

GIORNO 5 – BETLEMME E GERUSALEMME OVEST
Arrivare a Betlemme significa entrare in uno dei luoghi più evocativi da un punto di vista religioso ma anche sociale e culturale; significa entrare in Palestina, per chi crede una terra benedetta da Dio, per tutti una terra promessa a tanti e per questo contesa da decenni. La Basilica della Natività può considerarsi la chiesa aperta al culto più antica del mondo. In realtà, si dovrebbe parlare di Complesso della Natività in quanto, oltre alla basilica, troviamo la Chiesa di Santa Caterina e un intreccio di grotte. A breve distanza, il Campo dei Pastori indica il luogo in cui i pastori avrebbero ricevuto l’annuncio dagli angeli della nascita di Cristo. Forti legami biblici li incontriamo anche nell’area occidentale di Gerusalemme. Ad Ein Karem, una località molto suggestiva, visitiamo la Chiesa della Visitazione, così chiamata perché i cristiani fanno memoria della visita di Maria di Nazaret ad Elisabetta dopo aver ricevuto l’annuncio dell’angelo. Nella Chiesa della Natività del Battista, invece, rimaniamo colpiti soprattutto da un aspetto architettonico: la presenza degli azulejos sulle pareti rappresenta un particolare certamente inusuale in questa zona del mondo. Mettiamo temporaneamente da parte la Bibbia per riflettere su orrori avvenuti troppo recentemente e visitiamo lo Yad Vashem, il memoriale dedicato ai sei milioni di Ebrei uccisi dalla follia nazista, un toccante complesso con giardino e museo composto da sale e padiglioni.

notte: Betlemme

GIORNO 6 – LA CITTÀ SANTA DI GERUSALEMME
Ancora custoditi all’interno delle mura, si trovano i principali luoghi di interesse artistico, architettonico e spirituale di Gerusalemme, divisi in quattro quartieri: armeno, ebraico, musulmano e cristiano. Entriamo nella città vecchia tramite la Porta di Giaffa, imponente ma con passaggio molto stretto. Immediatamente si erge l’imponente complesso della Cittadella (o Torre di David), un bastione difensivo che attualmente ospita il Museo della Storia. Tagliamo il quartiere armeno e quello ebraico, dove ci soffermiamo presso il Muro della Preghiera (o del Pianto), luogo simbolo dell’ebraismo. Nel quartiere musulmano non possiamo mancare la Cupola d’Oro della Moschea della Roccia nella Spianata delle Moschee. Seguiamo almeno una parte della Via Dolorosa, un percorso che inizia presso il convento della Flagellazione, passa per il mercato dove le attività proseguono incuranti della preghiera cristiana e termina nel quartiere cristiano, più precisamente alla Basilica del Santo Sepolcro, al cui interno si trovano sia la collina del Calvario, o Golgota, che l’edicola contenente il sepolcro di Cristo.

notte: Gerusalemme

GIORNO 7 – LA DEPRESSIONE DEL MAR MORTO
Oggi rientriamo nei Territori Palestinesi. Ci addentriamo nel Deserto di Giuda e scendiamo nella depressione del Mar Morto, la più profonda della Terra. Dagli 800 metri di altitudine si giunge ai 400 metri sotto il livello del mare, dove, in prossimità del Mar Morto, è collocata una delle più antiche città del mondo: Gerico. Qui visitiamo il Qasr Hisham (Palazzo degli Ommayadi), il più importante monumento del periodo islamico di Gerico, un grande complesso archeologico che racconta lo splendore, la potenza e la ricchezza della dinastia degli Omayyadi, i primi successori di Maometto. Le rive del Mar Morto sono il luogo abitato più profondo della Terra. Le acque di quello che in realtà è un lago sono di un azzurro molto intenso, generalmente calme ed invitanti. Il bagno è un’esperienza suggestiva in quanto la densità è talmente elevata che il corpo umano galleggia senza alcuno sforzo. Situata sulla sponda occidentale del mar Morto, in una zona desertica e bruciata dal sole, si innalza isolata su uno sperone di roccia la fortezza di Masada. Una volta giunti al sito, si comprendono le difficoltà del nemico nell’attaccare l’antica fortezza. Rientro a Gerusalemme.

notte: Gerusalemme

GIORNO 8 – IL DESERTO DEL NEGHEV
Il territorio del Neghev è lo scenario in cui si possono collocare alcuni grandi momenti della vita del popolo ebraico, soprattutto i 40 anni intercorsi tra la liberazione dalla schiavitù dell’Egitto e l’ingresso in Isreale. L’attrattiva principale di questa aspra regione meridionale è senza dubbio Tel Arad, un importantissimo sito archeologico dove gli studiosi hanno identificato la città biblica di Arad, tappa degli Israeliti verso la Terra Promessa, e hanno ritrovato il maggior numero di iscrizioni in ebraico e aramaico. Consumiamo il pranzo presso un kibbutz, una forma associativa volontaria di lavoratori, basata su regole egualitaristiche e sul concetto di proprietà comune, tipica dello stato israeliano. Rientro a Gerusalemme.

notte: Gerusalemme

GIORNO 9 – RIENTRO IN ITALIA
Trasferimento all’aeroporto per il volo indipendente per l’Italia.